Scenari DiVersi
stagione 2013-2014


NUOVA SEDE TEMPORANEA TEATRO DI MINUSIO
Oratorio S.G. Bosco, Via Motta 10, Minusio
 

Storie di oggi in 3D

Questo sarà il filo conduttore degli spettacoli proposti dalla rassegna teatrale di “ScenariDiVersi 2013/2014, di Cambusateatro, nella sua sede temporanea del Teatro di Minusio (Oratorio San Giovanni Bosco).
Quest’anno abbiamo deciso di proporre una stagione di drammaturgia contemporanea, ovvero di storie di oggi, che faranno sorridere, sospirare, ridere, riflettere o commuovere ogni spettatore a seconda della sua sensibilità e della realtà nella quale egli stesso evolve, ma che sicuramente non lasceranno indifferenti e sapranno raggiungere il centro delle emozioni di ognuno.
Il teatro è da sempre in … 3D, e per vederlo non servono occhiali! Da sempre lo spettatore è parte integrante dello spettacolo, ma a maggior ragione in questa rassegna, dove le storie, di oggi appunto, riguardano la società tutta e ogni singolo individuo in particolare, sia che viva nella periferia anonima di una grande città, piuttosto che in un ambiente asettico che egli stesso si è creato, oppure in un giardino fatto di sogni o … che viva qui.
La drammaturgia contemporanea utilizza a volte un linguaggio duro, ma è figlia del suo tempo e sa anche metterci della poesia, della comicità o della leggerezza laddove necessario, e proprio di questi aspetti è fatta la nostra stagione: di spunti quotidiani messi in scena per farci vedere la nostra realtà da altre prospettive.
Abbiamo scelto di proporre una rassegna di spettacoli premiati con i maggiori riconoscimenti del teatro italiano, con compagnie e attori che calcano i palcoscenici dei più grandi teatri della vicina penisola, per offrire al nostro fedele pubblico e a quello nuovo che speriamo di far venire numeroso al Teatro di Minusio una stagione di assoluto valore artistico.
Dopo le mille peripezie legate alla nostra sede storica e all’allungarsi dei tempi di decisione quanto all’effettiva destinazione dello stabile di Piazzetta Remo Rossi a Locarno, grazie alla disponibilità del Teatro di Minusio, siamo riusciti a trovare un teatro che è un piccolo gioiello, e a mettere in piedi in tempi strettissimi una rassegna di cui siamo particolarmente orgogliosi.
Oltre agli spettacoli della rassegna, abbiamo pensato anche ai bambini e presenteremo due spettacoli a loro destinati, lasciandogli però ancora il tempo di sognare con … le favole.
Sperando, con questa nostra proposta, di poter continuare a raccogliere il favore del pubblico e della critica e di proseguire così sulla linea di alta qualità che da anni ci contraddistingue, vi ringraziamo di cuore per il vostro sostegno e la vostra attenzione e ci auguriamo di potervi avere ospiti a una o l’altra replica in calendario.

 

venerdì 11 ottobre ore 21.00
POTEVO ESSERE IO

Compagnia: Compagnia Dionisi. IT.
Di: Renata Ciaravino
Con: Arianna Scommegna (Premio Lina Volonghi '96, Premio della Critica 2010, Premio Hystrio 2011.)

“Potevo essere io” è il racconto di una bambina e un bambino che diventano grandi partendo dallo stesso cortile. Due partenze, stessi presupposti. Ma finali diversi. E in mezzo la vita. Chi racconta è quella bambina: che cerca di capire insieme allo spettatore, cosa sono state queste due storie, perché e come, e se si sono veramente differenziate, o sono state solo due modi di vivere lo stesso sconcerto. “Potevo essere io” racconta una storia ma non è uno spettacolo di narrazione pura. Perché in scena ci sono anche quelle persone-personaggi che hanno attraversato la vita dei due protagonisti: un allenatore di kick boxing, una stella emergente del pop croato, un regista di film porno, una merciaia di Casal di Principe, una cartomante del quartiere di Niguarda… “Potevo essere io” racconta tutto questo cercando la lievità, la commedia che irrompe nella tragedia. Un allestimento scarno, le parole, pochi oggetti: il minimo indispensabile per una frontalità assunta, senza mediazioni. Una sola concessione: affianco alle parole ci saranno alcuni video, perché certe immagini evocano e insieme aiutano a non mentire. Non proiezioni a tutto schermo però, ma un accompagnamento intimo, su supporti leggeri. Il bambino che siamo stati è lì sgranato in super 8, mentre guarda distese di finestre dal nono piano di un palazzo senza balconi e una voce dice: “Girati, stiamo girando il filmino. Sorridi!”.
 

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venerdì 15 novembre ore 21.00
DON GIOVANNI DI W.A. MOZART

Compagnia: I Sacchi di Sabbia. IT.
Di: Giovanni Guerrieri, Giulia Solano e Giulia Gallo
Con: Arianna Benvenuti, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Maria Pacelli, Matteo Pizzanelli, Federico Polacci, Giulia Solano.
Spettacolo vincitore Premio UBU 2008.

Ein musikalischer Spass zu Don Giovanni è un capriccio per “boccacce e rumorini” che propone, attraverso una partitura rigorosissima di “gesti musicali”, la struttura essenziale del Don Giovanni di Mozart: una selezione delle arie più significative incastonate in un disegno drammaturgico compiuto e interpretate umoristicamente” dagli attori della compagnia “I Sacchi di Sabbia”. Lo spettacolo è in definitiva un’esecuzione a cappella di una riduzione strumentale del Don Giovanni da parte di una piccola corale. I sei giovani che la compongono non sono però musicisti, ma attori che hanno costruito la partitura “recitando” la musica di Mozart, imitando fino allo sfinimento una versione del Don Giovanni eseguita da Karajan nel 1986. Dalla recitazione “del suono”, dal tentativo di riprodurre il rumore dello strumento, si arriva ad una pionieristica versione dell’Opera di Mozart: una versione “sgrammaticata”, senza “rappresentazione”, ma che in virtù delle tragicomiche espressioni facciali degli attori chiamati ad imitare le sonorità degli strumenti e l’ausilio della proiezione del libretto sullo sfondo, riesce ad evocare l’essenza del grande personaggio mozartiano. Frutto di un approccio all’opera spiazzante, d’una interpretazione “teatrale” in cui il testo dello spettacolo è rappresentato dalla melodia e dalla timbrica degli strumenti, questo lavoro si colloca nella scia di una ricerca sul melodramma che nel 2008 ha fatto vincere alla formazione pisana il prestigioso Premio Ubu. Un omaggio a Mozart: uno sberleffo e al tempo stesso un atto d’amore per un’opera magnifica.
 

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venerdì 6 dicembre ore 21.00
ANTROPOLAROID

Compagnia: Proxima Res. IT.
Di e con Tindaro Granata
Spettacolo con il quale nel 2010 ha vinto, per la sezione della Giuria Popolare, il concorso Borsa Teatrale Anna Pancirolli e nel 2011 il “Premio della Critica” assegnatogli dall’Associazione Nazionale Critici Teatrali, nel 2013 Tindaro Granata vince il premio Mariangela Melato come miglior attore emergente.

Spettacolo in dialetto siciliano, antico e moderno. “Uno spettacolo di poesia popolare in cui personaggi e voci, creati e portati in scena esclusivamente con l’aiuto del mio corpo, senza artifici scenografici, si alternano, si sommano, si rispondono, come legati da un comune cordone ombelicale”. Tindaro Granata. Definire Antropolaroid non è semplice, ad oggi non c’è nulla di paragonabile al lavoro originalissimo di Tindaro Granata. Forse dovremmo chiamare in causa Charlie Chaplin, ma anche il teatro dei racconti e dei proverbi della terra sicula, o semplicemente un lavoro sulle figure, la musica, la memoria. Ci avvaliamo allora delle parole dell’autore che definisce Antropolaroid: “uno spettacolo di poesia popolare”. Poesia è la parola adatta per l’atmosfera, la fascinazione, suscitate dalla visione del lavoro di Tindaro. L’attore-autore è solo in scena senza orpelli e sostegni, c’è il suo corpo e il suo potente immaginario. Lo spettatore è accompagnato con grazia e ironia dentro una saga familiare dai contorni a tratti grotteschi, a tratti delicatissimi in cui corpo e parola danno vita alla “memoria”.
 

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venerdì 24 gennaio ore 21.00
DUE PASSI SONO

Compagnia: Carullo-Minasi. IT.
Di: Giuseppe Carullo, Cristiana Minasi
Regia: Giuseppe Carullo, Cristiana Minasi, Roberto Bitto
Con: Giuseppe Carullo, Cristiana Minasi
Spettacolo vincitore del Premio Scenario per Ustica 2011 e Premio In-Box 2012

Due piccoli esseri umani, un uomo e una donna dalle fattezze ridotte, si ritrovano sul grande palco dell’esistenza, nascosti nel loro mistero di vita che li riduce dentro uno spazio sempre più stretto dall’arredamento essenziale, stranamente deforme, alla stregua dell’immaginario dei bimbi in fase febbricitante. Attraversano le sezioni della loro tenera per quanto altrettanto terribile, goffa e grottesca vita/giornata condivisa. Sembrano essere chiusi dentro una scatoletta di metallo, asettica e sorda alle bellezze di cui sono potenziali portatori, ma un “balzo” -nonostante le gambe molli- aprirà la custodia del loro carillon. Fuoriescono vivendo il sogno della vera vita da cui non v’è più bisogno di sfuggire, ma solo vivere, con la grazia e l’incanto di chi ha imparato ad amare la fame, la malattia dunque i limiti dello stare. Immagine-cripta sacra, surreale e festosa, quella del loro matrimonio lì dove come in una giostra di suoni, colori e coriandoli, finiranno per scambiarsi meravigliosi propositi di poesia: “…Essi si sarebbero svegliati e si sarebbero affrettati a baciarsi l’un l’altro, affrettandosi ad amare, avendo coscienza che i giorni sono brevi, che era tutto quello che rimaneva loro. Si sarebbero affrettati ad amare per spegnere la grande tristezza che era nei loro cuori(…)” F. Dostoevskij
 

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domenica 2 febbraio ore 16.30
UN CUORE A COLORI

SPETTACOLO BIMBI

Spettacolo bimbi: “Un cuore a colori”
Compagnia: Cambusateatro. CH.
Regia: Elisa Conte.
Con: Jacopo Fracasso, Valentina Grignoli, Massimo Leonardo Villucci.

C’era una volta un Re, che per salvare sua figlia da un’antica profezia secondo cui “la Principessa avrebbe dovuto possedere un cuore puro come il cristallo”, fece di tutto per proteggerla dal male del mondo. Ma non ci riuscì e così, con l’aiuto di un Mago, le fece una potente magia per toglierle tutti i sentimenti negativi, le emozioni tristi, e per farla vivere sempre Felice. Ma non si può vivere senza la metà di se stessi, e così la Principessa si trasformò… Una favola antica che ci porta a riscoprire l’importanza tutta contemporanea di sentire e capire profondamente i propri bisogni, le proprie emozioni e saper leggere dentro noi stessi.
 

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venerdì 7 febbraio ore 21.00
CANE

Compagnia: Linguaggi creativi. IT.
Di: Simona Migliori
Regia: Paolo Trotti
con: Sax Nicosia

Un uomo si trova rinchiuso in una casa-prigione per una colpa di cui lui stesso è all’oscuro. In quello spazio rivive situazioni che ha vissuto personalmente, che ha sognato, che ha vissuto suo fratello, morto qualche tempo prima, mischiando i ricordi - l’amore per la madre e per una donna misteriosa, la bellissima Marie - e attribuendosi tutte le colpe dei fantasmi che popolano la casa-prigione. Unico elemento reale è l’amicizia che stringe con una mosca con cui si confessa e che adotta come compagna di giochi. Tutto pur di uscire dall’inferno della solitudine e del senso di colpa. Lo spettacolo evoca atmosfere Lynchiane, pur non sfociando mai nel surreale, ma rimanendo concretamente attaccato alla realtà che il protagonista, Cane, si immagina. Il mondo esterno è evocato dalla presenza di un passavivande su cui, puntualmente, appare un pollo. Anche il tempo si è cristallizzato, in un infinito martedì.
 

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venerdì 21 febbraio ore 21.00
Sala del Gatto, Ascona
IL GIARDINO DELLE CILIEGIE
Etude pour un vaudeville plein de paillettes

Compagnia: Nina’s Drag Queen, in collaborazione con ATIR Milano. IT.
Di: Francesco Micheli
Con: Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Stefano Orlandi, Lorenzo Piccolo e Ulisse Romanò.

Il Giardino dei Ciliegi è una terra di confine, un confine spazio-temporale. Il Giardino dei Ciliegi è crocevia di mondi lontani, irriducibili. Il Giardino dei Ciliegi è una storia che annoda mille vicende irrilevanti intorno a una piccola grande tragedia familiare. Il Giardino dei Ciliegi è una sinfonia in cui ritmi, timbri e armonie lontane convivono in un contrappunto sghembo, sincopato. Il Giardino dei Ciliegi è un testo dove si ride con le lacrime agli occhi. Il Giardino dei Ciliegi è una drag queen. Basta con i piagnistei. Oggi finalmente Cechov fa ridere. Un Cechov, certo, come non lo avete mai visto, quasi una scoperta. Dunque evviva queste superlative drag queens, guidate da Francesco Micheli, che hanno trasformato “i ciliegi” nelle “ciliegie”: solo personaggi femminili. Magnifiche, gustosissime ciliegie.
 

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venerdì 14 marzo ore 21.00
FEDERICO

Compagnia: Atir. IT.
Di e con: Maria Pilar Pérez Aspa

“Andremo avanti a qualsiasi prezzo” - disse Franco “Dovrà lei fucilare mezza Spagna” - obbiettai io Lui annui con la testa, sorrise e guardandomi fisso rispose: “Ho detto a qualsiasi prezzo". Jay Allen, corrispondente americano, pubblica questa intervista a Francisco Franco nel Chicago Tribune il 28 Luglio 1936. Ventidue giorni dopo Federico García Lorca veniva fucilato in un campo vicino a Granada entrando a far parte del tragico numero dei morti, oltre un milione, vittime della guerra civile spagnola. La voce del poeta era diventata così pericolosa da impaurire quella metà di Spagna che si era schierata con il fascismo e che restava smarrita e sbigottita davanti ai suoi versi. Questo spettacolo è un punto di vista, il ricordo di una donna. Uno tra i tanti, tanti spagnoli che avrebbero voluto sentire ancora la sua voce, ancora leggere i suoi versi, ancora assistere al suo teatro, ancora partecipare al miracolo del suo Duende, ma ai quali un momento storico terribile strappò assieme presente e destino. Un percorso quotidiano attraverso le stanze del poeta e le persone e i luoghi che le popolarono: Dalí, Buñuel, Neruda, Granada, Madrid, la Residencia de estudiantes, New York, la Barraca e i suoi versi che restano reali e orfani, quanto noi.
 

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sabato 22 marzo ore 21.00
TI AMERO' PER L'ETERNITA' E UN GIORNO

Compagnia: Monica Bonomi. IT.
Di: Monica Bonomi
Con: Monica Bonomi, Andrea Parazzoli

Lo spettacolo “Ti amerò per l’eternità e un giorno”, affronta il complesso tema dell’amore vissuto da tre punti di vista differenti. L’amore platonico, descritto da Gozzano, quello carnale che investe anche la passione smodata e accecante dove la donna rappresenta le figure della madre, della figlia, dell’amante, della vittima e del carnefice, come racconta Venier, e infine quello più passionale e tragico di Shakespeare. Se l’amore rappresenta la traccia attraverso la quale l’essere umano tenta di innalzare il proprio spirito scontrandosi con i riflessi del corpo, dell’anima e del cambiamento esistenziale, lo spettacolo intende muovere le proprie note e i propri versi poetici, verso il labirinto del dubbio, dell’ironia, della tragedia ai quali questo sentimento espone da sempre ognuno di noi. Nel dialogo tra musica, corpo e recitazione, lo spettacolo racconta lo specchio di felicità verso cui ognuno intende soffermarsi nelle diverse età della vita.
 

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venerdì 4 e sabato 5 aprile ore 21.00
domenica 6 aprile ore 17.00
TOP DOGS

NUOVA PRODUZIONE CAMBUSATEATRO

Regia Matteo Alfonso.
Con Matteo Alfonso, Elisa Conte, Marco Taddei, Massimo Leonardo Villucci.

Ciò che colpisce immediatamente,in Top Dogs, è l’affinità tra business e teatro. Cinque manager licenziati, ­riuniti sotto la supervisione di una esperta della società di consulenza per la quale lavorano, cercano di imparare come adattarsi alla cassa integrazione. Fanno esercizi di respirazione e posturali, si lanciano una palla da una mano all’altra, giocano al gioco della sedia e diversi giochi di ruolo. Ad un certo punto un personaggio emotivamente disintegrato deve fingere di essere il capo che licenzia gli altri. In un battibaleno la vittima sventurata diventa un aguzzino sadisticamente rude. L’acume di questa piece di Widmer sta nell’avere un doppio punto di vista. Perdere il lavoro, è un processo doloroso e che prosciuga la dignità ad ogni livello. Ma si vuole anche sottendere che c’è qualcosa di avvelenato e corrotto nell’Eden corporativo da cui questi manager di alto livello sono stati espulsi. E’ un mondo in cui un gergo ridicolmente eufemistico ­ parole come “effettuare tagli” e “outsourcing“ ­ cela una realtà brutale in cui umiliare i dipendenti, con tanto di riassunzione ad un salario nettamente ridotto, è una tattica manageriale standard. Alla fine, una visione utopica di compassionevole aiuto reciproco è seguita dall’intreccio dell’apocalisse biblica con il canto dei brand delle più grandi multinazionali. E anche se ci si lascia andare ad un folle disordine nel finale, non c’è alcuna superficialità nel ritratto del dolore straziante della disoccupazione.
 

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domenica 4 maggio ore 16.30
PER MANGIARTI MEGLIO

SPETTACOLO BIMBI

Testo e regia di Paolo Trotti
Con Amedeo Romeo

Lo spettacolo “Per mangiarti meglio” è una riflessione sul tema della corretta alimentazione, sullo spreco alimentare e sul piacere delle cose buone. Tutto comincia con un cartone animato. La figura semplice di un bambino e quella di suo padre seduti ad un tavolo. Al centro un piatto fumante. Il bambino domanda: “Papà, ma come fa il contadino a preparare tutto questo?”. “Questo l’ho preparato io” risponde il padre. “E il contadino?”. “Il contadino ha arato la terra …”. Il bambino del cartone animato ora è diventato grande, fa il cuoco e ha una storia da raccontare agli spettatori. “Era così che io e mio papà passavamo le cene, lui mi raccontava dei suoi viaggi nel mondo e da ogni viaggio mi portava una ricetta e mi raccontava come aveva fatto il cibo ad arrivare fino a lì". Il cuoco ricorda, cucina, gioca con i cibi facendoli risuonare (accompagnato da un musicista) e racconta – attraverso l’utilizzo di fiabe e favole che hanno a che fare col cibo – l’importanza di un’alimentazione sana, il rispetto del proprio corpo e l’importanza dello sport.
 

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